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di seguito riportiamo alcune note critiche apparse negli anni in merito all'attività artistica di Gino Cosentino.
Tratto dal saggio La scultura d'immagine nel dopoguerra contenuto nel volume Scultura a Milano 1945-1990, Mazzotta edizioni, Milano. Gino Cosentino, di cinque anni più giovane, [del Minguzzi n.d.r.] catanese di nascita, arrivò a Milano dopo l'Accademia frequentata a Venezia sotto la guida di Arturo Martini. Il suo caso riveste un particolare interesse perché, dopo aver abbandonato per anni la lezione martiniana in favore di una scelta astratto-primitiva, è ritornato ad una scultura in cui la componente primitiva si riconverte in immagine. È stato un processo lento, iniziato almeno una quindicina di anni fa, [siamo nel 1990 n.d.r.] ma i risultati sono tra i più suggestivi. È una sorta di universo ecologico quello che Cosentino ci pone davanti con le sue nuove plastiche: il palpito lirico di una "natura naturans", che chiede all'uomo la salvaguardia del suo stesso regno. Mario De Micheli |